Educazione Biocentrica

“Un’Educazione Biocentrica è una rieducazione del vivere, dove l’educando apprende, non solo attraverso il cognitivo, ma anche attraverso la percezione, la sensorialità, l’intuizione, l’espressione di sé in relazione all’altro… Quanto più piacevoli sono le situazioni vissute, maggiormente si rinforzano i processi d’apprendimento”

Rolando Toro

Il  modello pedagogico Biocentrico, proposto dallo scienziato Rolando Toro Araneda, riconosce nel rinforzo degli impulsi biologici di connessione con la vita il compito principale dell’azione educativa.

Parte da un nuovo paradigma delle scienze umane: il Principio Biocentrico. Rolando Toro ha proposto questo paradigma come riferimento per lo sviluppo di una società sana, solidaristica, cooperativa e pacifica, in grado di prevenire e contrastare le molteplici forme di disagio del nostro tempo, promosse da valori, modelli di esistenza e comportamenti contrari alla vita.

L’approccio pedagogico Biocentrico riconosce l’affettività come centro generatore e protettore della vita: la sua finalità è ristabilire le funzioni originarie che permettono la conservazione e l’evoluzione della vita, sviluppando fin dalla prima infanzia, modelli interni di vincolo con la natura, alla base dell’espressione del potenziale umano, della coscienza etica e del benessere.

Il modello Biocentrico promuove un apprendimento vivenciale, un approccio integrale all’esperienza della conoscenza al quale partecipano aspetti affettivi, viscerali, sensoriali, emozionali e relazionali.

Didattica Attiva, Esperienziale, Multidisciplinare

L’approccio biocentrico mette al centro della didattica i bisogni dei bambini. Le proposte mirano a valorizzare la loro unicità e il loro interessi, sensibilizzarli al proprio universo interiore, comunicare armonicamente, con reciprocità, connettersi con la natura e sentirsene parte integrante, incorporare i suoi elementi. La sua impostazione prevede un approccio didattico attivo, flessibile e dinamico, che riflette un’organizzazione spazio-temporale a misura di bambino, un ambiente relazionale accogliente e affettivo in grado di valorizzare l’unicità presente in ciascuno, stimolare l’espressione creativa e artistica, sensibilizzare a una percezione sensoriale ed estetica.

L’Intelligenza Affettiva

L’intelligenza affettiva non è una tipologia specifica di intelligenza, ma la disposizione a connetterci con la vita, innata alla nostra essenza relazionale. Rappresenta il principale fattore dello sviluppo umano, alla base dell’empatia, dell’istinto gregario e delle funzioni parentali. Si esprime nella capacità di espandere la percezione di sé, connetterla con l’altro, con la natura e con l’universo. Si sviluppa in un ambiente relazionale affettivo ed empatico in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni di amore e contenimento, predominanti nelle relazioni precoci, ma che caratterizzano ai fini evolutivi, anche l’infanzia e l’adolescenza.

L’intelligenza affettiva della figura educativa di riferimento rappresenta in tal senso un eco-fattore di sviluppo importante.  Il bisogno di sentirsi amato e accettato incondizionatamente (al di là di ogni merito) riveste un ruolo centrale ai fini dello sviluppo psico-fisiologico del bambino.

Le funzioni regolatorie delle emozioni e la formazione delle strutture percettive, sensoriali ed elaborative superiori alla base di un apprendimento integrato e un pensiero complesso, si sviluppano in un ambiente affettivo in grado di rispondere ai bisogni evolutivi dei bambini: di espressione, relazione, movimento, esplorazione, manipolazione e percezione sensoriale della realtà.

Il Sistema Biodanza, quale proposta di mediazione dell’educazione Biocentrica, riveste un ruolo centrale ai fini della stimolazione dell’intelligenza affettiva dello sblocco di nodi emotivi profondi in cui si radicano le più diffuse fragilità del nostro tempo.

La nostra proposta formativa mira a rispondere ai bisogni essenziali del bambino, funzionali al completamento dello sviluppo psicofisiologico. Tali bisogni sono strettamente connessi all’affettività, funzione istintuale pregnante dello sviluppo umano. E’ noto che il ‘grembo’ in cui nasciamo prematuri ha lo scopo di contenerci in un continuum fusionale ‘pelle a pelle’ che dura fino al decimo mese di vita, allo scopo di completare la maturazione neuronale e modulare l’espressione genetica. I sentimenti di amore, sicurezza e beatitudine che incorpora il bebè innescano processi ormonali chiave per lo sviluppo delle funzioni regolatorie delle emozioni e delle funzioni neurovegetative. Il bisogno di sentirci amati incondizionatamente e riconosciuti nella nostra unicità riveste un ruolo centrale in termini di sviluppo e plasticità neuronale. Le facoltà emotive e le funzioni percettivo-sensoriali – alla base dell’apprendimento integrato, ovvero significativo, e delle funzioni cerebrali superiori – sono infatti fortemente correlate alla maturazione dei circuiti neuronali alla base del fisiologico ‘cross-talking’ tra cervello e sistemi biologici.